Uno studioso chiese

E allora uno studioso disse:

Spiegaci la Parola.

 

E lui rispose dicendo:

Voi parlate quando avete perduto la pace con i vostri pensieri;

E quando non potete più sopportare la solitudine del cuore voi vivete sulle labbra,

e il suono vi è di svago e passatempo.

E molte delle vostre parole quasi uccidono il pensiero,

Poiché il pensiero è un uccello leggero

che in una gabbia di parole può spiegare le ali,

ma non prendere il volo.

 

Tra voi vi sono quelli che cercano uomini loquaci

per timore di restare soli.

Il silenzio della solitudine mette a nudo il loro essere,

ed essi vorrebbero fuggirlo.

E vi sono quelli che,

senza consapevolezza o prudenza parlano di verità che non comprendono.

E quelli invece che hanno dentro di sé la verità,

ma non la esprimono in parole.

Nel loro petto lo spirito dimora in armonico silenzio.

 

Quando per strada o sulla piazza del mercato incontrate un amico,

lasciate che lo spirito vi muova le labbra e vi guidi la lingua.

Lasciate che la voce della vostra voce parli all’orecchio del suo orecchio;

Poiché custodirà nell’anima la verità del vostro cuore come si ricorda il sapore del vino.

Quando il colore è dimenticato e la coppa è perduta.

 

Kahlil Gibran

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SOTTO DI TE…..

  • “Sotto di te stanno le braccia eterne!” Deuteronomio 33:27

    Queste sono sotto ogni credente.
    Queste braccia eterne ci sono. . .
    per portarlo,
    per portarlo e
    preservarlo da ogni pericolo reale.

    Le braccia di Dio sono. . .
    invisibili – nessuno li vede;
    spirituali – nessuno li sente;
    attente – nessuno cade fuori da esse;
    onnipotenti – nessuno li supera.

    Se le braccia eterne del mio Dio, sono sotto di me, allora. . .
    Posso tranquillamente cedere a Lui me stesso;
    Posso tranquillamente aspettare la protezione divina;
    Posso essere certo che Egli mi solleva sopra i miei nemici;
    Posso avere la certezza che Egli mi condurrà in modo sicuro a casa.

    I credenti di età ogni possono gioire perché: Isaia 46:4: 4 Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sì, vi porterò e vi salverò.
    i credenti possono gioire perché: Isaia 40:11: 11 Come un pastore, egli pascerà il suo gregge: raccoglierà gli agnelli in braccio, li porterà sul petto, condurrà le pecore che allattano.
    Questa è verità dolce e incoraggiante per ogni credente: sotto di me stanno le braccia eterne!

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Nel proprio piccolo……

Nel proprio (grande) piccolo …
Rintontiti da droghe, caffe’, sigarette, alcol, zuccheri, eccessi della carne,
delusi dalla politica, dalla religione, dalla scienza, dall’economia,
dalle guerre ’patriottiche’, dalla cultura, dalla famiglia,
tristi animali privi di uno scopo ma con la maschera
di persone soddisfatte, passeggiavamo per le vie del nostro pianeta
consapevoli che pian piano lo stavamo avvelenando.

La malattia della nostra societa’ era davvero grave.
Un’antica storiella cinese mi aiuto’ a uscire dal baratro.


Una grande montagna proietta la sua ombra su un villaggio.
Per mancanza d’irradiazione solare, i bambini crescono rachitici.
Un bel giorno gli abitanti del paese vedono il piu’ anziano di loro
uscire dal villaggio con in mano un cucchiaio di porcellana.
’Dove vai?’ gli chiedono.
Risponde:’Vado alla montagna.’
’Perche’?’
’Per spostarla.’
’Con che cosa?’
’Con questo cucchiaio.’
’Ma tu sei matto! Non ci riuscirai mai!’
’Non sono matto, so che non riusciro’ mai a spostarla,
però qualcuno deve pur cominciare.’
(Alejandro Jodorowsky)
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L’Umanità considera Gesù di Nazareth come un essere povero

L’Umanità considera Gesù di Nazareth come un essere povero di nascita che ha sofferto miseria e umiliazione

assieme agli altri miseri. E si ha pietà di Lui, perché l’Umanità crede che è stato crocifisso con dolore …E l’Umanità gli offre solo pianti, gemiti e lamenti. Per secoli l’Umanità ha adorato la debolezza nella persona del Salvatore..

Il Nazareno non era un debole! Era forte, ed è forte! Ma la gente si rifiuta di capire il vero significato della forza.

Gesù non ha vissuto una vita timorosa, né è morto soffrendo o lamentandosi… Ha vissuto da Maestro..E’ stato crocefisso come un Crociato. E’ morto con un eroismo che ha spaventato i suoi persecutori e assassini.

Gesù non era un uccello dalle ali spezzate. Era un’impetuosa tempesta che spezza le ali distorte. Non temeva né persecutori né nemici. Non ha sofferto davanti ai suoi assassini. Era libero, coraggioso e audace. Ha sfidato i despoti e gli oppressori. Ha visto le pustole purulenti e le ha estirpate … Ha imbavagliato il Male, ha schiacciato la falsità, ha soffocato la malignità.

Gesù non è giunto dal cuore del cerchio di Luce per distruggere le dimore umane e costruire sulle loro rovine conventi e monasteri. Non ha convinto l’uomo forte a farsi monaco o prete, ma è venuto su questa terra per propagare uno Spirito novello, con il potere di minare le fondamenta di ogni monarchia fondata sulle ossa e crani umani … E’ venuto per distruggere i palazzi maestosi, edificati sulle tombe dei deboli, per abbattere gli idoli eretti sui corpi dei poveri.

Gesù non ci è stato inviato per insegnare al popolo come costruire sontuose chiese e magnifici templi in mezzo a capanne fredde e fatiscenti e tristi tuguri …E’ venuto per trasformare in tempio il cuore dell’uomo, in altare la sua anima ed in sacerdote il suo Spirito.

Questa è stata la missione di Gesù di Nazareth, e questi sono gli insegnamenti per i quali è stato crocefisso.

Se l’umanità fosse saggia, sorgerebbe e canterebbe a squarciagola un inno di conquista e di trionfo..(Khalil Gibran)

pubblicato da Colette Haddad …. giovedì 21 aprile 2011

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stai fermo…se puoi

Non fare niente
Affinchè nel nostro corpo e nella nostra anima possa avvenire una guarigione,
dovremmo imparare a permettere sia al corpo sia alla coscienza di riposare.
Nessuno sforzo dovrebbe essere fatto nè dal corpo nè dalla coscienza.
Questo è shamatha, la pratica del fermare e calmare, ed è qualcosa
che va imparato. La pratica di shamatha, fermare,
è la pratica del non fare niente.
                                           (Thich Nhat Hanh)
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Chiedete e vi sarà dato…

Chiedete e vi sarà dato
di Sibaldi Igor
12/04/2011

Igor Sibaldi ci parla del “chiedere” e di come imparare a farlo (non tutti hanno il coraggio necessario per chiedere quel che va chiesto) e ci descrive la sua famosa tecnica dei “101 desideri”. Estratto dal suo libro Vocabolario (per gentile concessione di Anima Edizioni).

«Chiedete e vi sarà dato», raccomandano i Vangeli: cioè, se non chiedete non vi sarà dato nulla. Occorre il CORAGGIO di chiedere, e non è da tutti: chiedere significa infatti accorgerci che ci manca qualcosa, che in qualcosa non siamo ancora riusciti (desiderare, in latino, significava appunto «non disporre ancora di astri – sidera – favorevoli a qualche nostro scopo») e che la vita come la stiamo vivendo ora non ci basta; non conosco molte persone capaci di ammettere di trovarsi in una situazione del genere e di spiegarsi chiaramente perché, così da poter appunto individuare, chiedere e ottenere ciò che davvero potrebbe migliorarla.

Alcuni di quelli che «stanno bene così come stanno» adducono ragioni religiose o moralistiche, a giustificazione del proprio non-chiedere: per esempio, «bisogna accontentarsi di quel che si ha», «chiedere è da egoisti», ecc. In tal modo, tuttavia, non fanno che confessare il proprio egoismo: in primo luogo, perché escludono stranamente che si possa chiedere non per proprio immediato vantaggio ma per il bene altrui; in secondo luogo, perché nulla è più egoista del sentirsi soddisfatti del presente in un mondo tanto orribile e ingiusto come quello in cui viviamo. Viceversa, si ricordi: «Beato chi ha fame e sete di giustizia…E guai a voi che ora siete sazi» (Luca 6,21.25).

Per chiedere è inoltre necessaria una considerevole dose di immaginazione e di sincerità – qualità queste di cui un egoista è solitamente sprovvisto.

Raccomando in proposito il seguente passo di Giacomo (II sec. d.C.):

Da che cosa derivano i conflitti che ci sono in voi? Non vengono forse dai desideri che combattono gli uni contro gli altri, nel chiuso dei vostri corpi? Voi bramate di possedere, ma non ne siete capaci: ed è allora che vi viene voglia di uccidere; invidiate e non siete capaci di ottenere quel che invidiate: ed è allora che sorgono i conflitti. Ma voi non avete perché non chiedete; e se chiedete e non ottenete, è perché chiedete male.
(Lettera di Giacomo, 4,1)

Da notare che per «chiedere male» non si intende affatto chiedere l’impossibile: anzi, chiedere di veder realizzato un nostro autentico desiderio che ci sembra del tutto impossibile è non soltanto una splendida avventura spirituale e pratica al tempo stesso, ma sembra esser stato addirittura la regola per Gesù, il quale esortava a chiedere appunto cose irreali – come far sì che un albero o un monte si spostassero – proprio per verificare di persona che «ciò che è impossibile per gli uomini, è possibile con Dio» (Luca 18,27).

Se solo avessimo un po di fede……….Claudio Minò

 

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Sono ancora qui e quando hai bisogno ….chiama..

Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu.

Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.

Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.

Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace

(Sant’ Agostino)loto

E’ un testo straordinario, ma Sant’Agostino non è il primo né, tanto meno,  l’ultimo a sostenere che dopo la morte è ancora possibile sentire e comunicare con il proprio caro defunto, e non è neppure, poi tanto difficile riuscire a farlo…..Gli insegnamenti che riceviamo a riguardo sono   molteplici e provengono da tutte le popolazioni  e le culture del mondo .

Dagli antichi ad oggi questi messaggi ci vengono ripetuti  in continuazione…..sono sempre gli stessi, cambia solo il linguaggio che si adegua ai tempi .

Ma allora, perché esiste  incredulità…..                    Claudio Minò

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